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TUTTOSULCIS forum Il Forum del Sulcis Iglesiente
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L'Uomo Nero
Registrato: 03/12/05 11:16 Messaggi: 151
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Inviato: Gio Set 25, 2008 4:03 pm Oggetto: L'ambientalismo a targhe alterne di certuni: il caso Galsi |
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Ho la convinzione che le polemiche antiochensi su chi sia ambientalista o su cosa sia l'ambientalismo siano un caso unico al mondo.
È qualcosa che si ripropone stancamente da tempo immemore ogni qualvolta si tirano in ballo fabbriche da chiudere o da difendere, piani urbanistici comunali e salicornie varie. L'ambientalismo ormai è divenuto il bigjim con cui si titilla tutta una generazione di vecchi e nuovi politici che vogliono far carriera.
Li osservo attentamente da tempo e li considero politici da bar proprio perché il bar è divenuto il posto dove si fa la politica più "alta" e dove ci si può permettere un drappello di manipoli adoranti che ascoltano le fregnacce, assentendo senza sapere di ciò che si sta cianciando.
Senza contradditorio è tutto più semplice.
Anche pontificare sull'ambiente. Ed è tutto dire.
C'è quasi da arrendersi da quanto tempo si fallisca l'obiettivo su cosa sia meglio per territorio di S.Antioco.
Da come si vada sempre a cadere nell'eterogenesi dei fini.
Ovvero nel manipolare machiavellicamente ad uso deteriore i più nobili principi e le più rispettabili intenzioni.
Leggi a scopo elettorale.
La mia mente torna in modalità automatica agli effimeri tempi dell'ultima tornata elettorale per le comunali quando tutti i competitors di S.Antioco Nostra! intervistati in tv o per radio in ogni occasione - e nel privè dei singoli cittadini - hanno abbaiato senza soluzione di continuità e con un unico coro, che le ZPS (Zone Protezione Speciale), le SIC (Siti di Interesse Comunitario), i marangoni col ciuffo e le posidonie erano il pericolo mortale per un corretto sviluppo economico di S.Antioco.
E mi riferisco, giusto per non fare nomi e cognomi, al gruppo consiliare di Città Nuova e alla nostra sempre più propositiva amministrazione comunale.
È per questo che a tutt'oggi non riesco a comprendere la resipiscenza, l'outing sulla via del Toro e della Vacca di quegli stessi politici di allora che oggi vedono nell'attività del Galsi - ovvero la società che si sta occupando di costruire in gasdotto in Sardegna - un attentato alle bellezze ambientali del nostro paese proprio perché viola le suddette Zps e Sic. Proviamo a delineare la questione partendo proprio dal modo di concepire l'ambientalismo dalle nostre parti senza mancare di stuzzicare la memoria storica di qualcuno. Per chi ancora la possiede.
Una volta a S.Antioco le industrie davano posti di lavoro e reddito e il problema ambiente non si poneva: i politici sguazzavano in clientele varie e facevano carriera politica con soldi pubblici e interessi privati. Talvolta scombussolando la "sana" economia liberista. Ma quello persino oggi sarebbe un attestato di merito considerato che anche il guru Tremonti Giulio è diventato più statalista di Mao Zedong.
Un'altra volta le industrie non tirano più e politici che sanno come va il mondo e che qualsiasi tentativo di salvarle è mera illusione, si danno a fantasie turistiche di massa come manco Rimini oserebbe, sognando karaoke, ballerine cubane e musichette caraibiche (quegli stessi oggi porterebbero ogni anno i Tazenda) solleticando l'immaginario del cletus antiochense che inizia a fantasticare su soldi facili, facili e su galline foreste dalla pelle ambrata.
Una terza volta, lo scempio ambientale causato dalle industrie ormai dismesse e da società miste pubblico-private andate a male è un'occasione per aizzare qualche categoria lavorativa e pigliare i voti in quella o questa tornata elettorale.
Tanto il mondo va in quella direzione ormai e si può dire sempre di essersi battuti ma di non avercela fatta. Periodicamente rispunta la questione turismo ed è assolutamente necessario bonificare uno stagno o una porzione di porto per concretizzare il Sogno: ciò porterà lavoro per un paio d'anni, benessere successivo e concessioni edili e ristorative per pochi intimi.
Ma gli intimi che contano e il gioco vale sempre la candela.
Nemmeno abbozzata questa idea e già i vincoli imposti da questi ambientalisti della menga bloccano la mitica vocazione turistica di S.Antioco.
E così non si può costruire una strada con ghiaino rubato, non si può fare un allevamento di pesci che da lavoro a centinaia di gabbiani, e non si può costruire nel demanio e sulla sabbia perché c'è un esemplare di rara salicornia. E ancora: le aree marine protette bloccano la pesca e le gabbie a mare, le ZPS bloccano la caccia e il bracconaggio, i SIC bloccano l'edilizia e l'abbattimento del Ponte Romano. Tacendo per non evitare di sollevare un polverone sul Piano Paesaggistico Regionale*.
Il politico comincia a sudare freddo per paura del suo paese già "bloccato": lo vedo preoccupato perché le sue soluzioni di ampio respiro sono costantemente ostacolate da quel matto di Soru e richiedere bandi POR, progettare con i fondi europei e ideare soluzioni a lunga gittata costano fatica. Se lo stesso Berlusconi ammette di non sapere usare la Rete perché in fondo dovrebbe applicarsi il funzionario preposto?
Sapeste poi i calli alle dita nel riportare sul computer uno straccio di copia e incolla e mandarlo in Regione!
È lo stesso politico che non ha mai sentito parlare di Leggi Comunitarie, che non sa che nel mondo amministrativo moderno quasi nulla di sostanziale può essere deciso de imperio, che gliene può fregare di meno del protocollo di Kyoto e delle tutele che difendono l'ambiente in cui vive e che continua a non comprendere che questo ambiente non è li solo per lui, che se ne sbatte dell'esempio di coloro che lo hanno preceduto in passato che non hanno fatto il suo sporco gioco utilitaristico di radere al suolo tutto oggi per essere eletti capi-condominio domani.
Ed è lo stesso tipo di politico, che magari di professione fa l'avvocato e che a differenza dell'altra tipologia di partners in crime conosce benissimo l'esistenza di protocolli, accordi di programma e leggi comunitarie suddette, che mentre si lodano dappertutto le aree marine protette che garantiranno in eterno il bene mare (oltre a un reddito durevole) che non è dei pescatori ma è di tutti coloro che verranno in futuro compresi i figli e i nipoti dei pescatori, istiga alla reazione alle leggi e insinua paura e inquietudini per crearsi consenso attorno.
E la paura si insinua dove risiede l'inconsapevolezza.
E al bar, ovvero nell'unico posto dove si fa politica attiva a S.Antioco come dicevo, si può fare uscire tranquillamente una di quelle voci allarmanti, mandando tranquillamente uno di quelli che mantengono il rapporto coi cletus perché il nostro politico con la puzza sotto il naso non intrattiene rapporti con la plebaglia.
Insomma il trait d'union. Non trade d'union mi raccomando.
E così, con la schiera di galoppini che volenterosamente si prestano per avere una carezza sulla testa e uno zuccherino, si sparge disinformazione, ilarità e sberleffo verso cose serie, molto serie.
Come quell'idiota che scrive stupidamente sul blog che il Carignano non da da mangiare. E infatti dà da bere.
E così a ruota l'ironia stupida sul marangone col ciuffo e risatine come a scuola quando non si vuol ascoltare qualcuno e gli si parla sopra, e si ride e si cerca compagnia, e si ulula e lo si sbeffeggia come fanno i bulletti di periferia. O gli oranghi nella giungla.
Ora passa il Gasdotto del Galsi a molti metri dal nostro comune e siccome ormai non esistono più le cariatidi democristiane di una volta che potevano lucrare posti di lavoro, clientela ed elezioni, si lavora sulla paura dei pescatori o del disastro ambientale neanche vivessimo a Seveso.
E mentre prima si lavorava pro lavoro e contro l'ambiente che blocca lo sviluppo, ora si lavorerebbe pro-ambiente e contro il Gasdotto che danneggerebbe l'ambiente.
Cercando ridicole battaglie ambientaliste che puzzano di stantio lontano un miglio: anzi per l'esattezza 284 chilometri (distanza Koudiet Draouche-Porto Botte) volte solo a spargere ancora una volta paura di ciò che non si conosce.
E considerato che da queste parti leggiamo le carte e siamo imprudenti e un po' sfrontati perché ci serviamo di internet senza paura alcuna di calli e duroni vorremmo darvi qualche dato in libertà, facendo concorrenza a quel consigliere comunale che si è preso la briga di andare a Cagliari, udite...udite e ancora udite...udite, per leggersi le 800 pagine del progetto Galsi manco fosse un astrofisico con master in tubistica subacquea.
Ma non sarebbe stato più umile stare ad ascoltare i rappresentanti del Galsi venuti ad illustrare il tutto nella nostra soporifera Aula Consiliare?
Anzitutto i dati riguardanti la condotta dall'Algeria alla Sardegna ossia a Porto Botte e da qui a Olbia visto che siamo interessati sempre solo a ciò che ci ronza intorno fregandocene del resto come se non ci toccasse mai quello che sta succedendo nel mondo.
E infatti tutti i bandi POR se li prende Carbonia mentre noi ci accontentiamo di richiedere alla RAS la Carta Giovani.
L'Italia è la nazione che ha la bolletta energetica più alta d'Europa e la Sardegna non ha provvigioni di metano considerata la sua insularità ergo il gasdotto ci permetterebbe di risparmiare tutta quella pila di bombole per uso cucina, riscaldamento e varie che il Sardegna costano 20/30 euro in più rispetto alla media nazionale.
Il gas naturale tra l'altro presenta minore impatto ambientale in rapporto ad altri combustibili come il petrolio o il carbone: non dimentichiamo che il protocollo di Kyoto ha stabilito per tutti i paesi dell'Unione Europea l'impegno a ridurre dell'8% entro il 2012 il livello di gas ad effetto serra nell'aria e forse è giunto il momento anche da parte nostra di dare un contributo fattivo e disinteressato a quella che sarà l'emergenza più grande tra pochi anni. Quella ambientale causata dalle fonti energetiche.
E lo dico senza timore di smentita e senza essere Al Gore.
Arriviamo alla pietra dello scandalo ovvero i lavori per la posa dei tubi sotterranei: dopo, ovviamente, al grande scandalo che fa saltare sulla sedia Sindaco, Presidente del Consiglio e opposizione tutta.
Ovvero la poca concertazione della Regione e del Galsi con l'Enti Locale Comune di S.Antioco: affronto degli affronti! Come se fossimo in un paese dove, chessò, l'amministrazione comunale interpella la popolazione di S.Antioco - o perlomeno gli abitanti residenti in quelle zone - su quegli interventi cementificatori che hanno rovinato irreparabilmente zone verdissime e fertilissime come il Rio S'Arriaxiu e il Rio Maladroxia.
Dicevamo dei lavori sotto il pelo dell'acqua. Sinteticamente tanto ho postato i link per l'approfondimento.
Nei tratti a mare il gasdotto sarà posato sul fondo senza necessità di scavi e quindi di alterazioni dell'ambiente marino. Nei tratti a terra il tubo sarà completamente interrato e non lascerà tracce di ferimento sul paesaggio circostante.
I tubi avranno un diametro di 66 cm! Quanto un palo della luce, dunque.
Una volta terminati i lavori di scavo della trincea, posa del tubo e successivo interramento, secondo le misure di mitigazione indicate nello studio di impatto ambientale, verranno ripristinati gli habitat naturali. P
er fare un esempio pratico: un po' come è successo a Calasapone quest'estate con la tonnellata di posidonia tirata fuori dal mare e lasciata a seccare al sole per la maggior gloria del turista e che non so se a tutt'oggi ripristinata.
In fase di esercizio del gasdotto lungo tutto il tracciato in mare non verrà richiesto nessun vincolo o divieto per le attività di pesca. La pesca non interferisce in alcun modo sulla sicurezza e la presenza del gasdotto e visto che il tubo è posato a centinaia di metri sul fondo non c'è neppure il rischio che il pesce puzzi di metano.
Una penultima dritta: non esiste nessun vincolo nel Golfo di Palmas, come spesso sento dire in Passillara e non esiste nessuna ZPS o SIC nel Canale.
Sono ubicati nei pressi del Toro e della Vacca, come ci hanno urlato in campagna elettorale, ma se l'interesse è comunitario e il Galsi opera nei termini suddetti non vedo perché io, cittadino italiano, debba accollarmi i debiti dell'Alitalia e non debba ambire a risparmiare circa 2500 euro annui di bolletta energetica visto che l'intera opera è in completa sicurezza ambientale.
O avevate già dimenticato che non si arriva più alla terza settimana?
Vi faccio la spia anche su un'ultima vicenda: la paura di qualcuno che ragiona con secondi fini è solamente quella che il territorio possa perdere di interesse "turistico" se c'è un gasdotto nei dintorni.
Ma ahinoi la triste realtà è che quello stesso interesse è già evaporato nel momento in cui si è acclarato che mancano i servizi minimi, che non esiste nessuna cultura dell'accoglienza e che ci sono tanti troppi residences trasformati in seconde case sfitte la gran parte dell'anno che sono di gran lunga meno reversibili di un gasdotto.
Se riusciremmo così a fare un po' di memoria sul passato riusciremo a dividere il grano buono dalla zizzania riuscendo ad essere un poco migliori di quel politico che per adesso non ha prodotto niente di buono per noi e per Sant'Antioco: così si potrà anche vivere più tranquilli senza stare troppo a preoccuparci di posidonie, gasdotti o aree marine protette.
* Se posso permettermi un consiglio: mi raccomando al Referendum del 5 ottobre votiamo NO oppure se il giorno piove andiamo tutti, invece di votare, a cercare lumache in Costa Smeralda per renderci conto di cosa potrebbe diventare S.Antioco se vincessero i cementificatori del SI!
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Psyco

Registrato: 11/11/05 18:56 Messaggi: 1120 Residenza: Sant'Antioco
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Inviato: Gio Set 25, 2008 4:46 pm Oggetto: |
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Parole sante Uomo Nero!  _________________ PsYcO |
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Mister X

Registrato: 12/11/05 13:19 Messaggi: 765 Residenza: Sant'Antioco
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Inviato: Ven Set 26, 2008 11:31 am Oggetto: |
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Quando c'è da essere cementificatori sono cementificatori
Quando c'è da essere ambientalisti sono ambientalisti
questa è la destra a S.Antioco, l'importante è arrivare alla poltrona!
 _________________ Mister X
Uomo del Mistero |
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